13. Un testamento

Anselm Feuerbach; a cura di Henriette Feuerbach; introduzione di Carlotta Castellani; traduzione di Simona Frassi

ISBN: 978-88-9280-152-3
Anno: 2025
Caratteristiche: 224 pp * brossura * 15x21

Volume 18,00

Descrizione

Una testimonianza appassionata e profondamente autentica della crisi dell’arte e dell’artista alla vigilia della Modernità.

Questo libro è considerato l’autobiografia del pittore tedesco Anselm Feuerbach (1829-1880), ma in realtà è una rielaborazione letteraria della matrigna Henriette Heydenreich-Feuerbach, basata sul manoscritto incompiuto del pittore. Pubblicata postuma a Vienna nel 1882, l’opera segue la struttura del Bildungsroman e del romanzo epistolare, idealizzando la figura dell’artista.

Dopo la sua morte, Henriette rielaborò il manoscritto, trasformandolo in un’opera volta a esaltare il mito dell’artista incompreso e devoto all’arte assoluta. Il testo denuncia la decadenza dell’arte moderna e il materialismo dell’epoca, contrapponendo la pittura classica alla spettacolarità teatrale contemporanea.

Attraverso la corrispondenza dell’artista, Henriette rafforzò l’immagine di Feuerbach come genio isolato, sfruttando il mito romantico dell’artista tragico per aumentarne la fama.

La sua opera, pur alterata, contribuì alla consacrazione postuma del pittore, con numerose riedizioni nel XX secolo.

 

Anselm Feuerbach (Speyer 1829-Venezia 1880) è stato uno dei massimi pittori tedeschi dell’Ottocento. Formatosi alle Accademie di Düsseldorf, Monaco e Anversa, allievo a Parigi di Thomas Couture nei primi anni Cinquanta, soggiornò e lavorò a Roma quasi ininterrottamente dal 1856 al 1873. Nominato professore di Pittura di storia all’Accademia di Vienna nel 1872, lasciò l’incarico nel 1876, tornando in Italia, a Venezia, dove trascorse in solitudine i suoi ultimi anni. Il Testamento fu pubblicato postumo a cura della madre Henriette nel 1882.

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