Arte in terra d’Arezzo. Il Quattrocento

Il Quattrocento

a cura di Liletta Fornasari, Giancarlo Gentilini, Alessandra Giannotti

ISBN: 978-88-7970-382-6
Anno: 2008
Caratteristiche: * 320 pp. * PDF * ill. colori

Volume 9,99

Descrizione

Dopo anni di singoli studi sul Quattrocento aretino, accompagnati da importanti interventi di restauro e in alcuni casi anche da eventi espositivi di grande rilevanza, è questo il momento opportuno per pubblicare un volume in grado di tracciare in modo unitario le fasi, le forme e i modi di sviluppo della cultura figurativa dell’intero secolo, esaminando non soltanto le eccellenze, ma cercando di ricomporre uno studio d’insieme approfondito e allargato anche alle personalità locali che hanno contribuito alla diffusione delle nuove istanze rinascimentali. Dopo la mostra su Piero della Francesca e le corti italiane, curata da Carlo Bertelli e da Antonio Paolucci nel 2007, e alla vigilia di quella dedicata ai Della Robbia, prevista per il 2009 e articolata in cinque itinerari nel territorio, questo libro, impostato secondo i criteri ormai consueti della collana Arte in terra d’Arezzo, raccoglie saggi tematici che, analizzando pittura, scultura, architettura, arti decorative, ricompongono il tessuto culturale e documentano l’evoluzione delle arti figurative dalla fine del Trecento fino ai primi anni del XVI secolo. Nell’Aretino hanno avuto i natali grandi protagonisti del Quattrocento: in una delle “terre nuove” volute dai Fiorentini è nato Masaccio, a Sansepolcro Piero della Francesca, a Monte San Savino Andrea Sansovino. Da istanze di carattere gotico cortese, legate alla scuola di Spinello Aretino e in particolare all’attività del figlio Parri si giunge alla pienezza del linguaggio rinascimentale con la geniale personalità di Bartolomeo della Gatta, passando per Piero della Francesca, figura centrale anche di questo volume. Punto fermo degli studi sul Quattrocento in Arezzo rimane la ricerca Un progetto per Piero della Francesca, condotta in occasione dell’intervento di restauro della cappella Bacci che, finanziato da Banca Etruria e iniziato nel 1985, si è concluso nel 2000. Del grande biturgense quest’opera editoriale prende in esame anche la sua formazione e il ruolo avuto da quello che fu forse il suo primo maestro, Antonio d’Anghiari. Presenze fiorentine, da Beato Angelico a Filippo Lippi, a Botticelli, documentato a Montevarchi, si alternano alla persistenza del linguaggio senese, inizialmente ancorato a modi tardo gotici. Sulle tracce indicate da Giorgio Vasari nel volume rivive un’Arezzo quattrocentesca che ancora conserva molti dei luoghi da lui ricordati.

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