15. Assomigliava a Bonaparte

Il diario parigino di Joseph Farington (1802) tra arte, politica e spettacolo

Claudia Corti, Maria Grazia Messina

ISBN: 978-88-9280-073-1
Anno: 2021
Caratteristiche: *184 pp* brossura * 15 x 21 * ill. colori

Volume 16,00

Descrizione

Che cosa hanno in comune un futuro Imperatore (Bonaparte), un puntiglioso ma ironico cronista del confronto e scontro tra due culture in costante guerra (il pittore Joseph Farington), e un attore statuario (John Philip Kemble), nella resa del transito culturale tra Sette e Ottocento, connotato dalla inevitabile presenza napoleonica nel panorama antropologico, artistico e culturale in senso lato? Tutto questo è quanto questo volume si propone di indagare, a partire dal Diario della trasferta a Parigi, nel 1802, di Farington e di un gruppo di noti amici artisti, Füssli, Turner, Flaxman, West. Protagonista è l’effervescente Parigi del Consolato, su cui ancora gravano le ombre del Terrore rivoluzionario, scandagliata dagli inglesi, fra diuturne ispezioni ai musei, visite agli ateliers dei rivali francesi, David, Gérard o Guérin, e attrazioni di diverso tipo, dai teatri ai salotti, dai giardini ai caffé del Palais Royal, fino alle riviste militari. Vividi comprimari, figure come l’Abbé Talleyrand o Charles Fox o Madame Récamier. Il Diario registra le più che accanite discussioni suscitate da tale turbinio di suggestioni in un acceso dibattito fra esperienze politiche, istituzioni, mentalità e pratiche di vita, sistemi del mondo dell’arte e dello spettacolo, agli antipodi, quanto in reciproca fascinazione.

Claudia Corti, già ordinario di Storia del Teatro inglese all’Università di Firenze, si occupa di rapporti tra letteratura e arti visive, teorie estetiche, drammaturgia e teatro dal Seicento al Novecento. Ha studiato molto Shakespeare: Shakespeare illustrato (2001), Shakespeare e gli emblemi (2006), e una nuova traduzione e cura del Riccardo II (2017). Altre ricerche riguardano il Romanticismo, in particolare la poesia e l’arte di William Blake (Rivoluzione e Rivelazione, 2001, Stupende fantasie, 2006), la narrativa fantastica e il Modernismo.

Maria Grazia Messina è stata docente di Storia dell’Arte Contemporanea nelle Università di Venezia e Firenze. Si è soprattutto occupata di nessi fra arti, critica e letteratura dal Neoclassicismo alle Avanguardie. Ha dedicato diversi studi alla cultura visiva in Francia e Inghilterra fra Illuminismo e Restaurazione, con contributi sui temi della pittura di paesaggio e delle interferenze fra teatro e pittura di storia con particolare riguardo alla fortuna di Shakespeare nelle arti del periodo.

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